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Ciclo di Vita del Prodotto: concia al vegetale vs concia al cromo

2/1/20262 min leggere

LCA Analisi del ciclo di vita, mettiamo a confronto la concia vegetale con la concia chimica al cromo.

Quali differenze?

Fonte: The International Journal of Life Cycle Assessment (2024) 29:153–173 https://doi.org/10.1007/s11367-023-02232-3; Life cycle assessment of leather treatment at various scales: comparison between chrome and vegetable processes. Mariana Oliveira · Amalia Zucaro · Renato Passaro · Sergio Ulgiati

I benefici della concia vegetale, quando estesi a livello nazionale, mostrano un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto ai metodi tradizionali. Il passaggio da una scala locale (quella del singolo kg di pelle trattata) a una scala nazionale rende i risultati dell'analisi del ciclo di vita (LCA) molto più significativi e comprensibili.

In Italia, nel 2020, sono stati prodotti circa 97 milioni di metri quadrati di pelle finita. Considerando che 1 metro quadrato di pelle pesa circa 0,25 kg, la produzione nazionale totale ammonta a circa 2,5 milioni di kg di pelle.

Riduzione delle emissioni e dei consumi a livello nazionale

L'implementazione di un approccio di concia vegetale e circolare (che includa il riciclo di acqua e prodotti chimici) per l'intera produzione italiana porterebbe ai seguenti risparmi annuali:

  • Potenziale di Riscaldamento Globale (GWP): Si eviterebbe l'emissione di circa 38.000 tonnellate di CO2 equivalenti. Questo risparmio energetico corrisponde al consumo annuo medio di petrolio di circa 9.400 persone in Italia.

  • Potenziale di Tossicità (TP): Si ridurrebbe il rilascio di 750.000 tonnellate di 1,4-dichlorobenzene (1,4-DCB). Questo beneficio è paragonabile al risparmio di oltre 48.000 tonnellate di glifosato, una quantità vicina al consumo totale di erbicidi in Italia tra il 2015 e il 2020.

  • Consumo di acqua (WCP): Si conserverebbero circa 851.000 metri cubi di acqua all'anno. Questa quantità sarebbe sufficiente a rifornire d'acqua una città di 12.000 abitanti.

Fattori chiave per il successo su scala nazionale

Perché questi benefici si concretizzino, le fonti evidenziano la necessità di alcuni passaggi strategici:

  • Incentivi Politici: La politica italiana dovrebbe sostenere l'adozione di modelli circolari sia nei distretti industriali che nelle piccole strutture artigianali, aiutando a ridurre i costi operativi per le nuove installazioni sostenibili (come impianti CHP e sistemi di recupero acqua).

  • Innovazione e Ricerca: È fondamentale investire nella sostituzione dei prodotti chimici pericolosi con composti a base naturale (tannini), che hanno mostrato un impatto quasi trascurabile nelle categorie analizzate.

  • Integrazione della Circolarità: La semplice sostituzione della concia al cromo con quella vegetale è un passo importante, ma i massimi benefici si ottengono "chiudendo i cicli" attraverso il riciclo di prodotti chimici e acque reflue (scenario Vegetable Recycling), riducendo gli impatti medi del 59% rispetto alla concia al cromo tradizionale.

In sintesi, scalare la concia vegetale a livello nazionale non solo protegge l'ambiente, ma salvaguarda anche l'eccellenza e il patrimonio dell'industria conciaria artigianale italiana, rispondendo alla crescente domanda di prodotti eco-friendly da parte del mercato del lusso.